Fumo in gravidanza: la nicotina è collegata alle morti in culla

Fumo in gravidanza: la nicotina è collegata alle morti in culla

L’esposizione del feto al fumo di tabacco è direttamente associata alla sindrome della morte improvvisa infantile (SIDS) e alle aritmie cardiache nei neonati.

Lo studio clinico

Uno studio clinico svolto su conigli ha evidenziato gli effetti negativi della nicotina sul feto, confermando  come l’esposizione alla nicotina sia legata alle alterazioni a lungo termine della corrente cardiaca di sodio, che può prevenire il risveglio dall’apnea notturna, portando ad aritmie potenzialmente coinvolte nella SIDS.

Lo studio in questione, è stato pubblicato sulla rivista ufficiale della Heart Rhythm Society e della Cardiac Electrophysiology Society, edito da Elsevier.

La SIDS, detta anche morte in culla è la principale causa di decesso nel primo anno di vita del bambino e nell’85% dei casi il fattore di rischio più elevato è l’esposizione al fumo di tabacco.

Per questo motivo le future mamme che desiderano smettere di fumare spesso adottano delle terapie sostitutive della nicotina (NRT). Non tutte però sono a conoscenza del fatto che il fumo di tabacco contiene oltre 3.000 composti tossici, e che di tutti i composti tossici presenti nel fumo solo la nicotina è associata ad aritmie cardiache nei neonati.

Questo studio per la prima volta ha fornito le prove che l‘esposizione alla nicotina ha effetti postnatali sullo sviluppo del cuore del bambino e sulla sua risposta all’adrenalina, e può chiarire come mai alcuni bambini non si svegliano dall’apnea notturna.

Pertanto la pratica clinica della prescrizione del cerotto alla nicotina e di altri NRT alle donne in gravidanza dovrebbe essere rimessa in discussione.

Fonti:

https://www.heartrhythmjournal.com/article/S1547-5271(19)30121-3/fulltext

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