Endometriosi: cause, fattori di rischio, sintomi, diagnosi e cura

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L’endometriosi è una malattia dell’apparato genitale femminile determinata dall’accumulo anomalo di cellule endometriali (l’endometrio, il tessuto che riveste la parete interna dell’utero) fuori dall’utero o in porzioni di utero non appropriate. Solitamente le cellule endometriali dovrebbero trovarsi all’interno di esso. 

Questa anomalia determina nel corpo un’infiammazione cronica dannosa per l’apparato femminile, che si manifesta tramite forti dolori e sofferenze intestinali. Si tratta di una malattia cronica con la quale le donne devono poter convivere con il minor disagio possibile.  L’endometriosi può colpire donne di qualunque età ma, da diversi studi, è emerso che la fascia più colpita è quella tra i 30 e i 40 anni, quindi donne in età fertile. In Italia sono ben 3 milioni le donne affette da endometriosi.

Cause

Le precise cause di endometriosi sono poco chiare.

Esistono, tuttavia, diverse teorie che cercano di spiegare come possa insorgere la malattia endometriosica, ecco le principali: 

  • Teoria della mestruazione retrograda
  • Teoria metaplastica: trasformazione delle cellule del peritoneo in cellule endometriali,
  • Teoria ormonale
  • Teoria della predisposizione genetica
  • Teoria dell’impianto iatrogeno: esiste una possibilità di impianto di tessuto endometriale sulle cicatrici chirurgiche, successive a taglio cesareo o a operazioni di rimozione dell’utero (isterectomia).
  • Teoria dell’alterazione immunitaria endoperitoneale: Normalmente il sistema immunitario riconosce come estranee le cellule dell’endometrio che sono refluite in cavità addominale al momento della mestruazione e le elimina. In base alla teoria dell’alterazione immunitaria endoperitoneale un’anomalia del sopraccitato meccanismo immunitario indotta da una mutazione genetica consentirebbe ad alcune cellule endometriali di sopravvivere e moltiplicarsi.

Fattori di rischio

Il rischio di sviluppare l’endometriosi è maggiore in presenza dei seguenti fattori di rischio:

  • Nulliparità. È il termine medico usato per indicare le donne che non hanno mai partorito;
  • Menarca (ossia la prima mestruazione) in età precoce;
  • Menopausa in età molto avanzata;
  • Cicli mestruali brevi (per esempio, durata inferiore ai 27 giorni); 
  • Mestruazioni molto prolungate (durata maggiore di 7 giorni);
  • Alti livelli di estrogeni nel corpo o un’esposizione agli estrogeni che si somma alla quantità di estrogeni prodotti normalmente dal corpo;
  • Consumo ingente di alcol
  • Storia familiare di endometriosi;
  • Presenza di una qualsiasi condizione medica che impedisca il normale passaggio del flusso mestruale al di fuori del corpo;
  • Presenza di anomalie uterine

Sintomi

I sintomi tipici dell’endometriosi sono:

  • Dolore pelvico ricorrente (in genere compare poco prima e durante le mestruazioni);
  • Dismenorrea (mestruazioni estremamente dolorose);
  • Dispareunia (dolore genitale e in zona pelvica durante i rapporti sessuali);
  • Menorragia (ingente perdita di sangue durante le mestruazioni).

Diagnosi

La diagnosi di endometriosi avviene attraverso la raccolta dei sintomi, valutando attentamente la storia clinica della paziente, per poi procedere all’esame obiettivo, alla visita ginecologica, alla diagnostica per immagini (ecografia transvaginale o transrettale, risonanza magnetica, TAC).

Cura

La terapia più efficace consiste nell’asportazione, tramite intervento chirurgico, dell’endometrio in laparoscopia, senza intaccare l’apparato genitale riproduttivo della paziente. Si tratta di un intervento non invasivo, che può essere ripetuto più volte nel tempo. Per i forti dolori, sotto consiglio medico, si valuterà l’assunzione della pillola anticoncezionale o la terapia tramite progestinici che riducono rapidamente i dolori ma non migliorano lo stato della malattia. Tra i farmaci più utilizzati, gli antidolorifici.

FONTI:

www.endometriosi.it ;

www.my-personaltrainer.it

Caterina Lenti
Caterina Lenti
Giornalista