Separazione e figli: ecco alcuni consigli

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I matrimoni finiti sono in continuo aumento: secondo i dati ISTAT tra il 1991 e il 2018 si è passati da 376.000 separazioni a 1.672.000.

La separazione avviene dopo lunghe e sofferte vicissitudini. Per questo motivo deve essere elaborata come un lutto.

Questo significa che si deve affrontare la necessità di staccarsi dall’altra persona e di capire che la relazione è definitivamente finita.

Ma anche se la coppia coniugale smette di esistere quella genitoriale deve continuare il proprio lavoro.

Per questo motivo il conflitto che spesso accompagna la fine di una storia d’amore deve essere gestito.

Bisogna salvare ciò che di buono c’è stato soprattutto per garantire la serenità che serve ad ogni bimbo per crescere e diventare un adulto solido e libero.

Dobbiamo ricordarci, nonostante ci possano essere altri partner, che per ciascun figlio esisterà un solo padre ed una sola madre. Queste figure non sono sostituibili sia affettivamente che come riferimento e modello.

Per questo motivo è importante che nessun conflitto impedisca la vicinanza ai figli di entrambe le figure genitoriali.

Spesso, però, i bambini rimangono all’interno del conflitto coniugale e vengono strumentalizzati per affermare la propria ragione sull’altro.

Questo non è il loro bene!

Dobbiamo essere consapevoli che il bambino sarà catapultato in una nuova realtà disgregata  che dovrebbe essere vissuta ancora come rassicurante.

E’ importante quindi che i due genitori sappiamo parlare, confortarsi e provvedere ai figli in modo forte ed efficace.

Per poterlo fare è indispensabile che sappiano mettere da parte i loro risentimenti e le loro paure per pensare all’equilibrio del proprio bambino.

È in questo senso che per legge (n. 54 del 2006), il bambino viene affidato ad entrambi i genitori risultando quasi impossibile l’affido esclusivo se non in casi estremi quali ad esempio: tossicodipendenze, sospetti di abuso, malattie psichiatriche gravi di uno dei due genitori.

Questo vuol dire che per il legislatore  ciascuno dei due genitori deve garantire e facilitare il libero legame sia materiale che emotivo del bambino all’altro genitore.

Cosa ovviamente non facile, visto che la rabbia è un sentimento che rende più semplice la rottura del legame.

Ridisegnare la propria vita deve necessariamente nascere da un dialogo a due senza interferenze delle famiglie d’origine o di potenziali altri compagni.

Il futuro dei bambini verrà così condiviso tra due adulti che un giorno hanno deciso di diventare genitori e che rivestiranno questo ruolo per tutta la loro vita.

Alcuni consigli pratici

Prima di dire ai bambini della separazione, sarebbe opportuno prendere tutte le decisioni inerenti la nuova vita :

– dove andrà ad abitare il genitore che esce di casa

– quando e quanto lo vedrà

– come sarà la nuova cameretta

– chi lo porterà a catechismo,al calcio o a danza

– come trascorrerà i suoi Natali, compleanni e magari la Comunione

– quando vedrà i nonni…

E soprattutto dare ai figli la certezza che l’amore e la  protezione di entrambi i genitori non verranno mai a mancargli e che nei momenti di difficoltà entrambi i genitori si uniranno al suo fianco per aiutarlo a crescere.

Per questi motivi è importante che la notizia ai figli sia comunicata dai genitori insieme.

Soffrirà ?

Sicuramente, ma se mamma e papà sapranno parlarsi e riusciranno ad essere ancora lo stesso riferimento genitoriale, a poco a poco questo dolore se ne andrà.

Infatti ogni bimbo viene rassicurato dalla dimostrazione che, anche se doloroso, i grandi sanno proteggerlo e amarlo.

Elena Moglio
Elena Moglio
Medico Chirurgo Psicoterapeuta
È specialista in psicoterapia ipnotica, terapia della coppia e mediazione famigliare a indirizzo sistemico.