Quando un bambino piange: correre subito o aspettare?

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Quando un bambino piange: correre subito o aspettare?

Lasciare che qualche volta il bambino pianga non condiziona negativamente né il suo comportamento né il suo attaccamento ai genitori.

Le mamme, e soprattutto le neomamme accorrono immediatamente quando il loro bambino piange. Ma sarà giusto? Oppure è meglio lasciarlo piangere un po’ per evitare che il pianto si tramuti in capriccio? E se poi invece lasciandolo piangere lo si fa star male? E se poi con la crescita venisse meno il suo amore per i genitori?

Il pianto del bambino è spesso oggetto di discussione tra i genitori, e viene spesso trattato anche nei social, ma è stato trattato da molti studi anche in passato.

Cosa pensa la scienza

Gli scienziati hanno recentemente scoperto che lasciar piangere il bambino non compromette il suo comportamento né il suo attaccamento ai genitori, anzi lasciarlo piangere qualche volta fa in modo che al raggiungimento dei 18 mesi pianga di meno e meno a lungo.

Un recente studio ha monitorato 178 bambini e le loro mamme per 18 mesi, registrando i tempi di reazione dei genitori. I ricercatori hanno fatto le loro valutazioni a tre, sei e diciotto mesi annotando la durata e la frequenza del pianto e dei capricci del bambino.

Dallo studio non sono emerse particolari differenze nel comportamento del bambino al diciottesimo mese sia nel caso in cui i genitori siano accorsi immediatamente o che abbiano lasciato piangere il bambino per un po’. In entrambi i casi non vi sono stati effetti negativi nel rapporto con la madre, né a breve né a medio termine.

Lo studio inoltre ha dimostrato che nonostante i dubbi e la preoccupazione iniziale la maggior parte delle madri imparano da sole spontaneamente, intervenendo immediatamente nei primi giorni di vita del bambino e cambiando atteggiamento via via che il bambino cresce aspettando che si calmi ed impari ad autoregolarsi.


Fonti:

https://warwick.ac.uk/newsandevents/pressreleases/leaving_your_baby

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/jcpp.13223