L’importanza di educare con empatia

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L’importanza di educare con empatia

Educare con empatia, dando all’altro fiducia e rispetto, consente una crescita maggiore. Negativo per lo sviluppo sono invece le punizioni e le frustrazioni.

Educare con empatia

Educare con empatia vuol dire entrare in relazione con i propri figli, vuol dire arricchirsi dell’ascolto di un altro essere umano che è venuto a dirci qualcosa, «guarda c’è un’altra vita, vivi meglio» ha detto Maria Montessori.

Significa rispetto profondo per il proprio sentire, ascoltare il significato che ognuno di noi attribuisce al suo mondo interiore, significa avere fiducia nelle qualità umane all’interno di ognuno di noi.

Come comportarsi per educare con empatia?

Bisogna prima di tutto osservare il comportamento, che spesso sembra incomprensibile, dei bambini: non bisogna giudicare o saltare a conclusioni affrettate.

Il bambino non è un contenitore vuoto, bisogna dunque cambiare il concetto che educare significa “mettere dentro qualcosa”, ma è necessario ascoltare cosa il bambino ha dentro di sé in modo tale da tirare fuori più facilmente tutto il suo potenziale.

Questo non significa che l’adulto (genitore, educatore, parente etc), debba “sottomettersi” e viziare il bambino, ma deve sforzarsi di entrare in relazione con lui: significa dargli il senso di aspettare, non intervenire subito con le soluzioni, deve cercare di capire cosa prova il bambino e quali sono i suoi bisogni più profondi.

“Non è facile però uscire dagli schemi rigidi, sono quelli che sostengono le nostre fragilità: più ci si sente fragili e più si ha bisogno di puntelli solidi per stare in piedi” scrive Alba Marcoli: è per questo motivo che noi adulti, per primi, dobbiamo donare empatia a noi stessi, in questo modo sarà più facile condividerla anche con i nostri bimbi e ragazzi.

Coltivare l’empatia nella relazione con i propri figli

È necessario coltivare l’empatia, la felicità in ognuno di noi, che fanno parte del nostro bagaglio personale.

L’empatia per noi stessi è un atteggiamento interno di accoglienza e di rispetto perché suggerisce di porci più domande che risposte. Le domande ci aiutano a vedere i problemi da diversi punti di vista e danno anche l’opportunità di scoprire con i figli le risposte.

Spesso capita di ripetere ai figli “Smettila di piangere!”, “Basta lamentarti”: queste espressioni però bloccano i sentimenti e non danno a loro il tempo di ascoltare le proprie emozioni. Bloccare i sentimenti del bambino infatti impedisce il suo sviluppo emotivo. Bisogna dunque fare lo sforzo di accogliere ciò che prova per dargli fiducia e rispetto.

Importante è anche guardare il mondo con gli occhi del bambino: il regalo più grande che possiamo fare ai figli è infatti fargli sentire che sono stati compresi.

Infine bisogna evitare i giudizi come “Sei un bambino pigro” o fare paragoni (ad esempio con i fratelli): la relazione infatti si fonda sui bisogni di ognuno, si dovrebbe quindi esprimere il proprio bisogno di comprensione invece di giudicare il comportamento dell’altro.