Anche un bambino può dire chi è il capo

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Anche un bambino può dire chi è il capo

Una persona carismatica, un leader naturale, l’animatore della festa… sono tutte qualità che gli adulti riconoscono istintivamente. Questi tipi di personalità dominanti tendono così ad essere premiati nella vita con un maggior successo ed un maggior guadagno.

Questa gerarchia sociale sembra ora essere radicata dentro ciascuno di noi molto di più di quanto potessimo pensare.

La scoperta

Ricercatori della facoltà di psicologia dell’Università di Washington, coordinati dalla professoressa Jessica Sommerville, hanno dimostrato che già dei bimbi di 17 mesi sono in grado di riconoscere quale sia la personalità dominante e capire che tale personalità sarà quella che riceverà più ricompense.

Le considerazioni

“Se vedi che qualcuno che ha una personalità maggiormente dominante e riceve di più, da adulto dici che è così che il mondo funziona ma può essere in realtà anche perché questi collegamenti (dominanza – guadagno) sono presenti in noi già fin nell’età del nostro primo sviluppo spiega la Sommerville.

Lo studio

Lo studio ha preso in esame 80 bambini di 17 mesi a ciascuno dei quali sono stati fatti vedere dei video con pupazzi in diverse situazioni sociali. Il gruppo di ricerca misurava la durata di attenzione dei bambini per ciascun video. Questa tecnica viene usata per cercare di capire nei bimbi che non sono ancora in grado di parlare, quali siano gli elementi che hanno maggiormente catturato la loro attenzione.

Nella prima fase dello studio sono stati fatti vedere ai bambini dei video introduttivi per almeno 6 volte così da farli familiarizzare con i diversi pupazzi (e le loro personalità) e stabilire quale fosse il “pupazzo dominante”. Quindi a ciascun bambino sono stati fatti vedere altri video nei quali comparivano i pupazzi: in un primo si vedeva il pupazzo dominante ricevere tanto lego, in un secondo entrambi i pupazzi ricevevano le stesse quantità di lego ed in un terzo si vedeva che al pupazzo più debole venisse dato più lego.

I risultati

Alla fine delle osservazioni si è notato che i bambini prestavano in media 7 secondi di attenzione in più per il video nel quale il pupazzo più debole riceveva più lego o quando i due pupazzi ricevevano le stesse quantità di lego. “Ciò indica che i bambini non si aspettavano questo scenario – spiega la Sommerville – la loro maggior attenzione suggerisce infatti che il loro cervello stesse continuando ad elaborare le informazioni che provenivano dallo schermo”.

I risultati dimostrano così che l’aspettativa dei bambini era che la personalità dominante ricevesse di più e, quando hanno visto succedere il contrario il loro cervello ha avuto bisogno di più tempo per capire cosa stesse accadendo.

Nel futuro

Il team di ricerca ora intende fare ulteriori studi per capire meglio quali siano le caratteristiche della personalità dominante che più colpiscono i bambini e li convincono che sia lei a ricevere di più.

Per vedere i video di alcune fasi dell’esperimento

Video 1:

Video 2:

 

Fonti:

Washington University

‘To the victor go the spoils’: Infants expect resources to align with dominance structures