Ai bambini piace essere imitati

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Ai bambini piace essere imitati

Imitare gli adulti per i bambini è normale, è una forma di apprendimento che li aiuta a modellare il loro modo di fare ed essere. Ma cosa succede quando sono loro ad essere imitati? 

Secondo un nuovo studio dell’Università di Lund in Svezia i bambini, già a sei mesi, riconoscono quando gli adulti li imitano e percepiscono gli imitatori come più amichevoli. 

Nello studio, un ricercatore ha incontrato bambini di 6 mesi nelle loro case e ha giocato con loro in modi diversi: imitandoli come uno specchio, rimanendo impassibile o compiendo un’azione diversa quando i bambini agivano. 

Quest’ultima si chiama risposta contingente ed è il modo in cui la maggior parte dei genitori risponde al proprio bambino: quando il bambino fa o ha bisogno di qualcosa, mamma e papà reagiscono di conseguenza. 

I ricercatori hanno scoperto che i bambini sorridevano più a lungo e hanno cercato di avvicinarsi all’adulto più spesso durante l’imitazione delle loro azioni.

Imitare i bambini: un modo efficace per catturare il loro interesse e legare con loro

Durante l’esperimento le madri sono state piuttosto sorprese nel vedere i loro bambini felicemente impegnati in giochi di imitazione ma anche colpite dai comportamenti dei bambini che dimostravano un’empatia particolare nei confronti di uno sconosciuto. 

I bambini imitano per comunicare

Già negli anni ’60 diversi studi hanno dimostrato che i neonati hanno buone capacità percettive che permettono di distinguere le diverse espressioni facciali. Negli anni ’70 i ricercatori A.N. Meltzoff e M.K. Moore, scoprirono che i neonati erano imitatori accurati: riuscivano a riprodurre efficacemente gesti come l’apertura della bocca e la protrusione della lingua.

Non bisogna dimenticare che l’imitazione infantile è molto di più della mera riproduzione di un gesto o di un movimento: è lo strumento più efficace che il bambino ha a disposizione per comunicare con gli altri, a cominciare dalla madre. 


Fonti:

https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0232717