Un nuovo modo di valutare la fertilità maschile

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Un nuovo modo di valutare la fertilità maschile

I test attuali per la fertilità maschile comprendono la misurazione della concentrazione e della motilità degli spermatozoi. Tuttavia, altre caratteristiche dello sperma, come la loro capacità di seguire una traccia chimica fino all’ovulo, possono influenzare la probabilità della fecondazione.

Ora, i ricercatori hanno ideato un chip per valutare questa risposta “chemiotattica” degli spermatozoi, che potrebbe aiutare a fornire un quadro più completo della fertilità di un uomo.

Il progesterone è presente ad alte concentrazioni nel fluido che circonda l’uovo e studi precedenti hanno indicato che l’ormone può attrarre e attivare gli spermatozoi di alcune specie di mammiferi.  Lo sperma usa la chemiotassi,  il movimento verso l’aumento o la diminuzione delle concentrazioni di una sostanza, per guidare il loro viaggio attraverso le tube di Falloppio fino all’uovo. 

Loes Segerink, Johanna Berendsen e colleghi volevano sviluppare un dispositivo microfluidico in grado di identificare rapidamente piccole differenze nel comportamento degli spermatozoi.

L’invenzione di un chip ad hoc

I ricercatori hanno progettato un chip microfluidico delle dimensioni di un francobollo. Il chip, realizzato con un materiale di agarosio / gelatina, conteneva vari canali e camere laterali. 

Inserendo gli spermatozoi nel dispositivo, gli studiosi hanno notato uno sbilanciamento: gli spermatozoi nuotavano nelle camere laterali di destra con alta concentrazione di progesterone rispetto a sinistra con basso concentrazione di  progesterone. 

Dati sulla fecondità

I vari studi di popolazione danno un indice di fecondità intorno al 25% in coppie giovani, i calcoli prevedono che nelle nuove coppie il 19% avrà problemi riproduttivi dopo 2 anni e che di queste il 4% sarà sterile e le altre coppie saranno sub feconde. Sub Fecondità sta ad indicare un indice di fecondità 3 o 4 volte più basso della norma: questo significa che alcune coppie dovranno attendere un tempo maggiore per concepire. 

In Italia il tasso di fertilità è uno dei più bassi d’Europa (1,3 figli in media per donna), fortemente al di sotto del tasso di mantenimento della popolazione (2,1). 

Si stima che in Italia circa il 15% delle coppie sia infertile. L’infertilità può dipendere in ugual misura dalla donna e dall’uomo. 

Tra le cause ci sono spesso patologie prevenibili e comunque facilmente curabili se affrontate tempestivamente. L’informazione è quindi il cardine della prevenzione primaria


Fonte:
https://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/acs.analchem.9b05183

Andrea Pensotti
Andrea Pensotti
Laurea in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche e dottorando presso l'Università Campus Bio-Medico di Roma.