Infezioni virali durante la gravidanza legate ad anomalie comportamentali nella prole

Infezioni virali durante la gravidanza legate ad anomalie comportamentali nella prole

La ricerca condotta dall’Università del Saskatchewan (USask) ha scoperto che i giovani ratti adulti, esposti a un’infezione virale simulata in utero, hanno mostrato comportamenti anomali, suggerendo specifici cambiamenti cerebrali mentre si trovavano nell’utero.

La ricerca del professore di fisiologia John Howland suggerisce che l’infiammazione durante la gravidanza altera lo sviluppo cerebrale della prole e può predisporla alla malattia psichiatrica, compresa la schizofrenia.

Infiammazione schizofrenia e autismo: il legame

I risultati di Howland sono coerenti con gli studi sull’uomo che collegano l’esposizione all’infiammazione nell’utero ad un aumento dei tassi di disturbi psichiatrici tra cui la schizofrenia e l’autismo.

Precedenti studi hanno scoperto che i bambini, le cui madri sono state esposte al virus dell’influenza durante la prima metà della gravidanza, possono avere un rischio maggiore di sviluppare la schizofrenia in età avanzata.

Schizofrenia

La malattia si manifesta di solito tra i 18 e i 28 anni. L’esordio può avvenire anche all’improvviso, oppure può essere preceduto da un periodo in cui la persona si chiude in se stessa, appare sempre meno interessata al mondo circostante, lascia senza motivo amici e relazioni sentimentali, perde il lavoro o interrompe la scuola.

Secondo dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), sono circa 24 milioni le persone che nel mondo soffrono di schizofrenia. La malattia si manifesta in percentuali simili negli uomini e nelle donne. Nelle donne si osserva la tendenza a sviluppare la malattia in età più avanzata.

In Italia vi sono circa 245.000 persone che soffrono di questo disturbo. Coloro che si ammalano appartengono a tutte le classi sociali. Non si tratta, pertanto, di un disturbo causato dall’emarginazione o dal disagio sociale.

Secondo questa ricerca il rischio di sviluppare la malattia da adulto può arrivare fino al 3% tra quelli le cui madri hanno contratto l’influenza nella prima metà della gravidanza (contro una media dell’1%).

La nostra ricerca, e quella di altri laboratori in tutto il mondo, rileva costantemente gli effetti a lungo termine dell’ infiammazione uterina sulla prole “, ha detto Howland.

Test approfonditi su ratti esposti a un virus simulato in utero hanno mostrato che la prole aveva alterato le risposte alla paura ed erano meno socievoli con altri ratti.

Brittney Lins, studentessa laureata e membro del gruppo di ricerca, ha dichiarato:

La nostra ricerca ha dimostrato che le esperienze durante lo sviluppo del feto influenzano il cervello e abbiamo visto che l’infiammazione durante la gravidanza ha influenzato il comportamento sociale della prole del ratto da adulto.”

Fonti:

http://www.eneuro.org/content/6/2/ENEURO.0437-18.2019

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