Alcool in gravidanza: prevenire è meglio che curare

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Alcool in gravidanza: prevenire è meglio che curare

Nel 2018 il Regno Unito ha registrato uno dei peggiori tassi di consumo di alcool durante la gravidanza in Europa. Uno studio ha dimostrato che nel Regno Unito il 41% delle donne ha consumato alcool durante la gravidanza e, sempre nel Regno Unito tra le donne che consumano alcoolici in gravidanza 19% consuma più di sette unità di alcool per volta, cosa comunemente definita come abuso di alcool.

Sindrome alcolica fetale

La ricerca ha anche scoperto che il Regno Unito ha una delle più alte prevalenze di sindrome alcolica fetale nel mondo. La sindrome alcolica fetale è la forma più grave di disturbi dello spettro alcolico fetale, un gruppo di condizioni che possono verificarsi in una persona la cui madre ha bevuto alcool durante la gravidanza.

I disturbi dello spettro alcolico fetale comprendono una serie di disabilità fisiche, mentali, comportamentali e di apprendimento. Nel Regno Unito, si stima che si verifichino 61 casi ogni 10.000 nascite, dato significativamente più alto rispetto alla media globale di 15 casi su 10.000 nascite.

Alcune ricerche nel mondo

La ricerca Australiana, ad esempio, dimostra che molte donne bevono nel periodo prima di sapere di essere incinta, ma molte meno donne continuano a consumare alcolici quando scoprono di essere incinte.

Allo stesso modo, un sondaggio Scozzese ha riportato che il 12% delle donne ha continuato a bere alcolici dopo la conferma della gravidanza – rispetto al 66% che lo faceva prima.

Naturalmente come in ogni studio di ricerca questi dati potrebbero non essere rappresentativi dell’intera popolazione.

Messaggi contrastanti

Il fatto che un recente rapporto di Public Health England sugli esiti della salute infantile non includesse l’alcol come fattore determinante sembra essere avventato. Questo nonostante riconosca come i fattori dello stile di vita siano determinanti per la salute dei bambini nei primi anni di vita.

Nel Regno Unito, non esiste un sistema coerente per monitorare la prevalenza del consumo di alcool tra le future mamme; le ostetriche chiedono informazioni sul consumo di alcool al momento dell’appuntamento per la visita, ma non è obbligatorio registrare le informazioni negli appunti di una donna. Senza la conferma dell’uso di alcool durante la gravidanza, la diagnosi dei Disturbi dello Spettro di Alcol Fetale e il supporto appropriato, diventa molto più difficile.

Il consiglio dato alle donne Inglesi relativamente al consumo di alcolici in gravidanza è cambiato nel tempo. Nel 2016 il Regno Unito ha aggiornato le linee guida raccomandando alle future mamme di astenersi dal consumo di alcool, mentre in precedenza veniva raccomandato di evitare l’alcool o di limitarne l’assunzione alle donne che sceglievano di non smettere. La ragione delle nuove direttive è stata l’incertezza se bere piccole quantità di alcool sia dannoso. Queste linee guida si allineano con quelle di molti altri Paesi, che adottano il “principio precauzionale“.

Uno studio che ha messo a confronto esperienze in Inghilterra e Svezia ha mostrato che sia le ostetriche che i neogenitori in Inghilterra pensavano che piccole quantità di alcool potessero non danneggiare il bambino. In Svezia, dove solo una donna su dieci beve alcolici durante la gravidanza, qualsiasi consumo di alcool è considerato rischioso, indicando che l’astinenza era generalmente accettata.

Imparare dagli altri

Una nuova strategia per i disturbi dello spettro dell’alcool fetale è stata pubblicata in Australia e in Canada, dove la Sanità Pubblica e le istituzioni di ricerca hanno adottato un modello di prevenzione in quattro fasi.

L’Australia e la Nuova Zelanda hanno recentemente votato a favore degli avvertimenti di obbligatori sul rischio di consumo in gravidanza sulle confezioni degli alcolici. In Europa in alcuni Paesi è obbligatorio indicare sulle etichette degli alcoolici un avvertimento.

Nel Regno Unito sull’etichettatura, non esiste una legislazione specifica ma il 95% dei prodotti reca un avvertimento – più comunemente un logo senza testo. Ovviamente, le etichette di avvertenza non rappresentano una soluzione.

Politica di sostegno al consumo consapevole di alcool

In tutto il Regno Unito sono in atto sviluppi positivi nella politica generale in materia del consumo di alcool,  che avranno impatto anche durante la gravidanza e che includono l’introduzione di un prezzo unitario minimo per l’alcool in Scozia e le normativa Scozzese sul consumo di alcool.

Anche il governo del Regno Unito ha avviato il processo su una nuova strategia sull’alcool, ma c’è ancora molto da fare. I primi passi verso la prevenzione sono la raccolta coerente e comparabile dei dati sul consumo di alcool in gravidanza e un approccio coordinato per la futura politica sull’alcool. Ciò consentirà al Regno Unito di restare al passo nella lotta contro questo problema di sanità pubblica e alle donne, ai partner e ai bambini di ricevere un sostegno tempestivo e adeguato.

Fonti:

https://www.telegraph.co.uk/science/2017/01/19/four-10-british-mothers-drink-pregnancy-one-worst-rates-europe/

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0890623817302824?via%3Dihub#sec0100

https://adc.bmj.com/content/93/9/721.long

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/acer.13305

https://www.gov.scot/publications/scottish-maternal-infant-nutrition-survey-2017/pages/4/

Andrea Pensotti
Andrea Pensotti
Laurea in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche e dottorando presso l'Università Campus Bio-Medico di Roma.