Neonati: che cosa li spaventa?

0
5.841 views
Neonati: che cosa li spaventa?

I neonati e i bambini sotto i 2 anni si spaventano facilmente e per motivi che a noi possono sembrare schiocchi, tuttavia è molto importante che i genitori non sottovalutino queste fonti di paura e imparino a rassicurarli nel modo corretto.

I bimbi così piccoli non hanno infatti la capacità di rielaborare la realtà e ciò che si verifica intorno a loro, ed è dunque importante che i loro genitori, oltre a tranquillizzarli, si soffermino a spiegarglielo.

Le paure maggiormente diffuse tra i neonati e i bimbi fino ai 2 anni sono essenzialmente tre.

Paura delle persone estranee

La prima persona con cui un neonato instaura un contatto e un rapporto è la sua mamma. E chiunque non sia la sua mamma può inizialmente incutergli timore.

È consigliabile dunque, che l’arrivo di qualcuno di nuovo accanto al neonato sia un passaggio graduale, e sempre mediato dalla presenza di mamma e papà. Bisogna rispettare i tempi di adattamento del proprio bimbo, e non costringerlo ad un contatto diretto con persone con le quali non si sente al sicuro. Si abituerà poco per volta. I genitori devono comunque continuare a rassicurarlo sul fatto che loro sono lì con lui, e non c’è nulla di cui aver paura.

Paura dei rumori forti

I bimbi molto piccoli non sopportano rumori forti e improvvisi di cui non riescono a identificare la fonte. Non riuscendo a capire cosa sia a provocare quel suono inaspettato infatti, loro lo associano a qualcosa di terribilmente brutto che sta per capitargli. Per evitare crisi di pianto e inutili spaventi, i genitori potrebbero avvertire i bambini di ciò che sta per accadere, e spiegargli che l’aspirapolvere, il temporale, o lo sciacquone del water farà un grande ma inoffensivo rumore.

Paura di essere abbandonati

Quella dell’abbandono è forse la più grande paura dei bimbi piccoli. Essi infatti, non avendo sviluppato il senso del tempo, e non comprendendo il concetto di “ritorno”, interpretano ogni temporanea assenza di mamma e papà come una scomparsa. Quando piangono di notte infatti, non è perché sono spaventati dal buio o da fantomatici mostri nell’armadio (paura che si svilupperà più avanti), ma dal fatto di non vedere mamma e papà al loro fianco. È bene che prima di ogni “sparizione” i genitori rassicurino i bambini sul loro ritorno, dandogli anche dei riferimenti concreti che possono comprendere più facilmente. Ad esempio, quando portate il bambino all’asilo, invece che dirgli “torno a prenderti alle 16.00”, potreste dirgli “torno a prenderti quando suona la campanella”.