Dove finiscono i nostri ricordi da bambini

Dove finiscono i nostri ricordi da bambini
Tempo di lettura: 2 minuti

Intorno agli otto anni la maggior parte dei ricordi fino ad allora conservati viene persa, la spiegazione risiede in uno specifico meccanismo di sviluppo del cervello.

Ricordi sfuocati

I ricordi della nostra infanzia sono spesso pochi, incompleti e sfuocati e si presentano sottoforma di piccoli frammenti, immagini o semplici sensazioni.

Si tratta di ‘amnesia infantile’, un fenomeno su cui i ricercatori nel campo delle neuroscienze stanno svolgendo interessanti approfondimenti.

Amnesia infantile
Da piccoli i bambini hanno ricordi molto precisi e sono in grado di raccontare episodi ed eventi successi settimane o mesi prima. Tuttavia, crescendo, la maggior parte di questi ricordi svanisce.

L’età della dimenticanza

È intorno ai sette, otto anni che i bambini iniziano a dimenticare drasticamente e molto velocemente i ricordi dell’infanzia.

Quanto durano i ricordi dei bambini
I ricordi dei bambini piccoli sono abbastanza duraturi:a sei mesi i ricordi ‘resistono’ per un giornoa nove mesi, rimangono per trenta giornia due anni, durano per un annoa quattro anni i bambini riescono a ricordare dettagli di eventi accaduti un anno e mezzo prima

“Se a cinque anni i bambini ricordano l’80% delle esperienze finora vissute, a sette otto anni ne ricordano meno della metà.”

A cosa è dovuta questa “amnesia”?

Il meccanismo di sviluppo del cervello

Secondo alcuni studi recenti, i ricordi verrebbero cancellati per consentire lo sviluppo del cervello.

Nei primi anni di vita lo sviluppo di nuove connessioni tra neuroni è tumultuoso, tuttavia con l’età adulta si verifica una sorta di rottura dei legami stabiliti nei periodi precedenti.

Lo stesso vale per l’ippocampo, area del cervello che regola le emozioni e la memoria, che crescendo si ‘ristruttura’.

I ricordi maturati fino a quel momento scomparirebbero così per fare posto ad altri.

A dare ragione a questa ipotesi sono alcuni esperimenti eseguiti sui topi dai ricercatori dell’Università di Toronto.

Ricordi irriconoscibili

Studiando in profondità i meccanismi di funzionamento del cervello, i ricercatori hanno scoperto che le nuove cellule di memoria vanno ad integrarsi nei circuiti già esistenti, quelli dei primi ricordi, senza rimpiazzare le altre cellule.

Questo potrebbe voler dire che in seguito alla neurogenesi, i circuiti dei primi ricordi non scompaiono, ma vengono coinvolti in una nuova configurazione che li rende irriconoscibili.

Questi dati suggeriscono che i ricordi infantili non spariscono, ma sono sempre conservati in qualche circuito nervoso a cui però non riusciamo più ad avere accesso.

Una ‘perdita’ per consentire al cervello di crescere e svilupparsi in età adulta.

Fonte:

This Is Where Your Childhood Memories Went

Hamond, N.R. & Fivush, R. Memories of Mickey Mouse: Young children recount their trip to Disneyworld. Cognitive Development 6, 433-448 (1991).

Van Abbema, D.L. & Bauer, P.J. Autobiographical memory in middle childhood: recollections of the recent and distant past. Memory 13, 829-845 (2005).

Bauer, P.J. The Life I Once Remembered www.zerotothree.org (2009).

Akers, K.G. et al. Hippocampal neurogenesis regulates forgetting during adulthood and infancy. Science 344, 598-602 (2014).

Deisseroth, K. et al. Adult excitation-neurogenesis coupling: mechanisms and implications. Stanford University.

Loftus, E.F. & Pickrell, J.E. The formation of false memories. Psychiatric Annals 25, 720-725 (1995).

Lascia un commento

sedici − 8 =