Come insegnare le buone maniere

0
675 views
Ascoltare accenti diversi influenza l'elaborazione del linguaggio nei bambini

Crescere un figlio significa educarlo a “tutto tondo” e visto che insegnare le “buone maniere” è importante cerchiamo di dare qualche consiglio su come si possono passare questi insegnamenti ai nostro figli cercando di non diventare noiosi e quindi di sortire l’effetto opposto.

Incominciare subito

Di solito un adulto maleducato è stato un bambino maleducato e viceversa un adulto educato lo è perché ha ricevuto una buona educazione da piccolo.

Sembrano considerazioni ovvie, ma non sempre entrano nel patrimonio comune.

Sarà capitato a tutti di vedere la mamma o il papà gettare per strada il mozzicone di sigaretta, il fazzoletto di carta usato o il biglietto del tram: nessuna meraviglia se poi nostro figlio farà lo stesso.

Così, appena il bambino è in grado di capire e di ragionare è bene cominciare ad educarlo a stare a tavola, a salutare, a ringraziare, a chiedere con gentilezza e via discorrendo.

Il potere del buon esempio

Tutti ci siamo accorti che i bambini ci scimmiottano: un esempio vale più di molte parole.

Non si può pretendere che il proprio figlio non dica le parolacce quando in famiglia si usano spesso e volentieri. Certo, capita a tutti di farsi sfuggire un’imprecazione, come capita di avere uno scatto d’ira. Non sarà di certo questo a pregiudicare la buona educazione dei nostri figli.

Anche i genitori sono esseri umani e per questo sbagliano, meglio che i figli lo sappiano e lo capiscano.

Una volta non cambia nulla. Una volta, non sempre.

Un po’ per volta

La politica dei piccoli passi normalmente è vincente e soprattutto non è così faticosa come può sembrare.

Non si può rimandare la buona educazione a domani, quando il bambino sarà grande e tutta in una volta.

Non servirebbe a niente.

Prendiamo per esempio la buona educazione a tavola: cominciamo ad insegnargli a stare correttamente seduto e ad imparare ad usare cucchiaio e forchetta.

Quando sarà il momento, userà anche il coltello, ma intanto avrà preso confidenza con le altre posate.

Insegnamogli a dire “per favore” e “grazie” tutte le volte che serve e diciamolo anche noi.

Certo, non è facile, ma piano piano, con pazienza ci si riesce.

E’ molto importante tenere sempre a mente una regola basilare qualsiasi sia l’insegnamento che vogliamo dare a nostro figlio: non umiliarlo mai davanti agli altri.

Questo lo esporrebbe alla derisione dei presenti e urterebbe la sua suscettibilità con il risultato di renderlo ribelle o di farlo chiudere in se stesso.

Dieci piccole regole da seguire:

  1. Dare l’esempio
       
  2. Spiegare perchè una cosa si fa o non si fa
       
  3. Raccomandare, non ordinare
       
  4. Avere pazienza
       
  5. Non stancarsi di ripetere
       
  6. Fare osservazioni solo quando è necessario
       
  7. Non pretendere che il bambino sia un robot: qualche volta può anche dimenticare una raccomandazione
       
  8. Essere coerenti e non scendere a patti nemmeno una volta: diventerebbe un’abitudine
       
  9. Non umiliarlo in pubblico
       
  10. Lodarlo tutte le volte che mette in pratica quello che gli è stato insegnato.

A cosa applicarle?

A tutti i settori della vita, avendo presente che i bambini hanno un’ottima memoria e ricordano facilmente quello che hanno imparato da piccini. Crescendo non avranno più bisogno di solleciti per essere ben educati: comportarsi in un certo modo diventerà un’abitudine di nessuna fatica.
   
Con il contributo dell dott.ssa Gabriella Fiecchi

Monica Mazzoleni
Monica Mazzoleni
Farmacista formulatore, esperta in fitoterapia