Lo smartphone non compromette l’intelligenza dei bambini

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Lo smartphone non compromette l’intelligenza dei bambini

Secondo recenti studi i genitori si preoccupano troppo di quanto tempo i loro figli trascorrono davanti ad iPad e smartphone

Oggi i bambini, anche piccoli, sono attratti da giochi elettronici, telefonini e iPad piuttosto che dai giochi tradizionali. Alcuni scienziati ritengono che l’uso intensivo di questi dispositivi soprattutto prima dei cinque anni possa danneggiare le funzioni del cervello, riducendo la capacità di attenzione, condizionando il linguaggio, compromettendo la vista e il controllo dei movimenti.

Spesso i genitori si allarmano, ma ad oggi nessuna ricerca ha dimostrato quali siano gli effetti a lungo termine dell’uso intensivo di smartphone ed iPad, inoltre secondo recenti studi tablet, smartphone e computer se usati con giudizio possono aiutare lo sviluppo dei ragazzi.

Gli strumenti di comunicazione nel tempo

La gente ha sempre avuto paura dei nuovi mezzi di comunicazione. Socrate, filosofo dell’antica grecia denigrava la scrittura sostenendo che avrebbe cancellato la memoria e la conoscenza.

I monaci benedettini che avevano fatto della copia manuale dei libri la loro fonte di sostentamento nel XV secolo condannavano l’introduzione della stampa meccanica.

Anche la radio agli inizi del novecento fu percepita come una minaccia perché distoglieva i ragazzi dallo studio.

Ai nostri giorni computer, smartphone e tablet hanno stravolto la nostra vita e sono amati in modo particolare dai giovanissimi che con le loro piccole dita riescono a maneggiarli con destrezza, ci giocano, messaggiano, ascoltano musica, guardano film, scattano foto, girano video.

Se l’iPad nel 2010, un anno dopo il suo lancio era utilizzato solo dal 10% dei bambini americani sotto i due anni oggi la percentuale di utilizzo è salita al 58%

Gli effetti a lungo termine

Il Prof. Dimitri Christakis, Direttore del Center for Child Health, Behavior and Development del Seattle Children’s Research Institute (USA) che ha evidenziato che sempre più giovani usano i dispositivi elettronici in ​​modo compulsivo ed ha intrapreso una ricerca per analizzare il fenomeno.

Uno studio ha dimostrato che, come i cuccioli di topo stimolati costantemente da luci colorate e colonne sonore ad alto volume tipiche dei media hanno più difficoltà di apprendimento e attenzione, e sono inclini a dipendenza da droghe così nei bambini sovrastimolati da video e giochi interattivi vi può essere uno squilibrio di quella parte della corteccia cerebrale chiamata gangli basali che potrebbe causare in futuro problemi di attenzione, memoria e impulsività.

Lo smartphone come insegnante?

Da diversi anni la tecnologia è ampiamente utilizzata anche a scuola, ed è molto utile nell’apprendimento, come nello studio delle lingue straniere purché sia integrata nel programma scolastico e faccia uso di strumenti e piattaforme sicure.

Alcuni Studi condotti negli Stati Uniti hanno dimostrato che i bambini sotto i 30 mesi non sono in grado di scegliere a cosa prestare attenzione, e apprendono più dalle esperienze reali che dallo schermo.

Un aspetto interessante è però che la tecnologia mette gratuitamente a disposizione dei ragazzi ottimi strumenti e materiale di studio, musica, film senza gravare sul bilancio famigliare.

Tablet e smartphone e tv: i Il ruolo dei genitori

I genitori dovrebbero avere una parte attiva nella scelta di dispositivi e app e nella gestione del loro utilizzo da parte dei figli. Lasciare il bambino davanti alla tv per troppe non è educativo e riduce l’interazione con i membri della famiglia. Anche tenere la tv accesa mentre il bambino fa i compiti o gioca lo distrae e danneggia l’apprendimento e il suo sviluppo.

I genitori dovrebbero organizzare la giornata dei figli in modo equilibrato tra giochi istruttivi e manuali, conoscenza dell’ambiente naturale e socializzazione.

L’ American Academy of Pediatrics (AAP) alla fine del 2016 ha emanato le linee guida sul corretto utilizzo di smartphone, tablet e computer di cui riportiamo un estratto:

  • Evitarne l’uso nei bambini fino ai 18 mesi
  • Nei bambini dai 18 ai 24 mesi i genitori dovrebbero scegliere programmi di buona qualità da guardare con i figli
  • Nei bimbi da 2 a 5 anni l’uso andrebbe limitato ad un’ora al giorno. I genitori dovrebbero essere presenti e spiegare ai figli il significato cosa stanno guardando, facendo i dovuti collegamenti con il mondo reale.
  • Dopo i 6 anni consentire un uso limitato dedicando il giusto tempo al sonno e all’attività fisica.
  • Stabilire delle regole: limitarne l’uso a determinate ore al giorno, definire i momenti in cui non possono essere usati (es. a tavola, in famiglia, in certi locali della casa come la camera da letto)
  • Sensibilizzare i bambini circa il corretto utilizzo dei mezzi di comunicazione, sulle norme di un corretto senso civico, di sicurezza, di rispetto del prossimo sia online che offline.