Pediatri: le domande più frequenti ai tempi del Covid-19

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Sono molti i dubbi, le preoccupazioni ma soprattutto le domande che le mamme, specie in questo periodo di seconda ondata di Covid-19, vogliono porgere ai pediatri. Abbiamo raccolto le più frequenti.

Come posso capire se il bambino ha il Covid-19?

I sintomi del Covid-19, nel bambino, sono simili ad una comune infezione respiratoria o gastrointestinale virale o batterica. E’ necessario rivolgersi al pediatra che valuterà il caso, stabilendo se è necessario o meno provvedere alla richiesta di tampone. 

I sintomi più frequenti sono: febbre, tosse o malessere generalizzato; più raramente raffreddore, vomito o diarrea.

Quando il mio bambino è sicuramente a rischio di contagio?

  • Se è stato a contatto, a meno di 2 metri per almeno 15 minuti, con un caso sospetto o confermato di Covid-19.
  • Se vive nella stessa casa di un caso sospetto o confermato di Covid-19, 
  • Se è stato a contatto diretto con una persona affetta da Covid (in braccio, preso per mano); 
  • Se ha avuto un contatto diretto con le secrezioni di una persona affetta da Covid (es. fazzoletti); 
  • Se si è trovato in un ambiente chiuso (es. aula) per almeno 15 minuti con un caso di Covid senza adeguati dispositivi di protezione (mascherina)

E’ opportuno interrompere le vaccinazioni programmate?

No, non c’è nessun motivo per rimandare le sedute vaccinali previste. I servizi di vaccinazione adottano misure di sicurezza idonee alla situazione attuale.

Esistono farmaci, integratori o vitamine che favoriscono l’immunità?

No, non esiste alcuna evidenza scientifica che consigli l’uso di questi prodotti.

Cosa succede quando un genitore avverte il pediatra che il bimbo ha sintomi sospetti?

Se il pediatra rileva l’esistenza di sintomi sospetti per il Covid, inoltra tempestivamente la richiesta di tampone ai servizi preposti alla ASL di competenza.

Se l’esito del tampone è negativo?

Il pediatra, se lo ritiene opportuno, dopo l’esito negativo del tampone, può ricevere il bimbo nel suo ambulatorio per una visita di persona, per verificarne lo stato di salute.

Cosa succede in caso di tampone positivo?

L’esito positivo del tampone viene comunicato dalla ASL al pediatra e ai genitori. Il Dipartimento di Prevenzione prende in carico il caso. Il bambino viene messo in quarantena  così come i familiari conviventi. Gli operatori ASL valuteranno la situazione caso per caso, identificando le persone che hanno avuto contatti col piccolo nelle 48 ore precedenti la comparsa dei sintomi e stabiliranno chi deve osservare un periodo di isolamento per precauzione e chi no.

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Il bambino fino a quando deve rimanere a casa?

Fino alla completa cessazione dei sintomi. Poi verrà sottoposto a tampone di controllo. Se il tampone è negativo, potrà far rientro a scuola con un’attestazione che tutta la procedura è stata eseguita come previsto dalle disposizioni vigenti.

E’ meglio sorvolare o parlare con i bambini di questa emergenza?

E’ importante parlare con loro di ciò che sta succedendo, con informazioni serie e comprensibili per ciascuna età. Ascoltare insieme telegiornali può rappresentare uno spunto utile per dare informazioni ai propri figli, stimolandoli con domande del tipo: “Hai parlato con i tuoi amici del Coronavirus?”.

Come possiamo supportare i nostri bambini durante questo periodo così delicato?

Se fanno la didattica a distanza, facciamo in modo che non trascurino mai la loro igiene, che si lavino e si vestano ogni giorno come se dovessero andare a scuola.

Aiutiamoli a porsi obiettivi per ogni giorno della settimana, evitando che sembri sempre domenica.

Si al disegno libero per canalizzare emozioni e sentimenti, ai giochi di movimento (ballare, saltare, esercizi sul tappeto) e alla lettura.

Fonti

www.ameiitalia.org

www.uslsudest.toscana.it

Caterina Lenti
Caterina Lenti
Giornalista