Ciuccio: tutto ciò che bisogna sapere

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Ciuccio: tutto ciò che bisogna sapere

Per calmare e conciliare il sonno dei propri bambini, i neo-genitori hanno un alleato fondamentale: il ciuccio. La suzione di questa tettarella che ricorda il capezzolo della mamma permette infatti al piccolo di auto tranquillizzarsi e colmare il senso di solitudine che prova quando la mamma non è presente.

Quale ciuccio scegliere?

Oggi il mercato offre un’ampia gamma di ciucci di varie forme, dimensioni e materiali: la scelta del ciuccio adatto al proprio bambino è uno step fondamentale, ma dal momento che non esistono evidenze scientifiche che portano a consigliare un modello piuttosto che un altro, la scelta dipende molto anche dalle preferenze personali del bambino.

Il materiale: silicone o caucciù?

I ciucci oggi più diffusi hanno la tettarella realizzata in silicone o in caucciù.

Il primo è un prodotto chimico a base di silicio, trasparente e in grado di mantenere le proprie caratteristiche anche dopo numerose sterilizzazioni: non assorbe odori e sapori e non subisce alterazioni. Il secondo è una gomma naturale più morbida, estremamente resistente ed elastica.

Quindi, fino alla fase della dentizione è consigliato un ciuccio in silicone, che essendo inodore e in sapore è più apprezzato dal bambino; mentre quando iniziano a spuntare i primi dentini, è preferibile utilizzare un ciuccio in caucciù, che evita il rischio di rottura o lacerazione.

La forma: a ciliegia, anatomico o a goccia?

Il ciuccio con la tettarella a forma di ciliegia è il più simile al capezzolo materno, ed è dunque molto utile per iniziare nel modo giusto l’allattamento al seno. Tuttavia, a lungo andare, rischia di compromettere il corretto sviluppo dell’apparato dentale del bambino, ed è quindi fortemente consigliabile abbandonarlo dopo il primo mese.

Il ciuccio anatomico ha una forma a goccia schiacciata e rivolta verso l’alto, ed è disegnato per adattarsi nel modo migliore possibile al palato del neonato. L’unica difficoltà che potrebbe comportare è il suo utilizzo nel verso corretto, ma solitamente i bambini imparano in breve tempo.

Il ciuccio a goccia infine ha una forma simmetrica, e anche se non ha un’aderenza al palato equiparabile a quella del ciuccio anatomico, ha il vantaggio di poter essere utilizzato indifferentemente da entrambi i lati.

Pulizia del ciuccio

Fino ai sei mesi di età, il sistema immunitario del neonato è ancora poco sviluppato, ed è dunque molto importante che in questo periodo il ciuccio venga sterilizzato almeno una volta al giorno, e ogni qualvolta cada a terra. Per sterilizzarlo può essere immerso nell’acqua bollente per un periodo di 5 minuti circa, o in una soluzione disinfettante a base di ipoclorito di sodio.

Raggiunti i sei mesi di vita, si può abbandonare progressivamente la sterilizzazione del ciuccio fino ad arrivare a sciacquarlo solamente sotto l’acqua corrente.

Quando usarlo

La suzione è un meccanismo naturale che il neonato sviluppa sin da quando si trova nella pancia della mamma, preparandosi a nutrirsi al seno. La suzione del ciuccio, che come detto in precedenza riprende le fattezze del capezzolo materno, può essere utile in quelle situazioni in cui il bambino è agitato o si trova in difficoltà, o quando non riesce ad addormentarsi. È opportuno tenere sempre a mente però che il ciuccio non può essere utilizzato come uno strumento per zittire il neonato, il quale ha sempre bisogno di molte attenzioni da parte dei suoi genitori.

Quando e come smettere di usarlo

Alcuni bambini, quando crescono e acquistano maggior fiducia in se stessi, abbandonano spontaneamente il ciuccio; altri invece, non riescono proprio a separarsene.

Non esiste un momento preciso universalmente valido per smettere di utilizzare il ciuccio, ma in ogni caso è importante che non ci sia un’interruzione improvvisa: l’abbandono del ciuccio deve essere un passaggio graduale e effettuato senza azioni forzate.

Vediamo alcuni accorgimenti che potrebbero essere utili ai genitori giunti a questa fase: cercare di limitare l’utilizzo del ciuccio alle sole situazioni in cui è strettamente necessario, ad esempio quando la mamma non c’è; attirare l’attenzione del bambino su altri oggetti; proporre attività che non può svolgere mentre tiene il ciuccio in bocca.